sartoria storica

Stomacher

stomacher

Già tra il ‘400 e il ‘500 facevano la loro apparizione le prime forme di stomacher che si sostanziavano in una specie di pettorina che si intravedeva dagli abiti aperti sul davanti. Erano accessori decorativi che completavano la toletta delle dame ma agli inizi ancora non assumevano quella caratteristica forma di cono rovesciato sostenuta da stecche. Queste modifiche che appaiono con la moda barocca  ne irrigidivano la consistenza donando, assieme al corsetto, alla figura femminile la classica forma a clessidra che si estremizza sotto l’influenza della moda rococò. Infatti durante gli anni la forma tipica triangolare subì modifiche fino ad allungarsi vertiginosamente oltre la vita, irrigidendosi con l’inserimento di stecche di balena che obbligavano ad una posizione eretta innaturale, rendendo complicato per chi lo indossava anche sedersi ma donando alle signore il sospirato vitino di vespa. Non solo la forma subì cambiamenti ma anche l’importanza che assunse nell’abbigliamento femminile cambiò: lo stomacher si arricchì sempre più diventando il focus dell’abito della dama. Spesso era nello stesso tessuto pregiato della sottogonna e mostrava ricami, merletti, nastri o addirittura negli abiti sontuosi di corte, gemme e perle. Si agganciava tramite dei ganci o dei nastri al manteau  che nel modello Watteau prevedeva una serie di pieghe che gli conferivano l’aspetto di un leggero strascico. Lo stomacher con la fine del ‘700 cadrà in disuso per poi ricomparire in una forma alquanto diversa ma anch’essa di grande fortuna, del corsetto ottocentesco con busk.

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