costumi

L’Interula

Non molte sono le notizie giunte fino a noi circa la biancheria intima in uso durante il medioevo; sembra ormai accertato però l’uso di una camicia sotto le vesti a contatto con la pelle. La “camisa pro die”, distinta dalla “camisia pro nocte”, in genere era un indumento semplice, di taglio scivolato, con ampia scollatura tonda e realizzata in tela sottile come quelle “di casa subsotile” tipiche della manifattura napoletana. Spesso le camicie in uso presso le masse contadine erano realizzate in lane più rozze o in canapa e presentavano una lunghezza a metà polpaccio così da consentire una maggiore libertà di movimento durante il lavoro nei campi. Al contrario, dalle fonti iconografiche confrontate ai contenuti negli elenchi delle leggi suntuarie e soprattutto ai documenti notarili dei beni delle nobildonne di corredi e testamenti, si ricava che nel tempo presso le casate nobiliari, la camicia divenne un vero e proprio oggetto di lusso: sempre più spesso veniva realizzata nella massima lunghezza, in tele pregiate come la ” tela cambraia” proveniente da Cambrai, presentava tagli sempre più elaborati e fluenti che si arricchivano di merletti e preziose decorazioni.

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